Il mio Manifesto

Origine dello sguardo


 

Lo sguardo non nasce già formato: si costruisce attraversando immagini, simboli ed esperienze.

Il mio lavoro di architetto nasce da questo sguardo. 

Prima della tecnica e delle norme conta il modo in cui si osserva lo spazio.

La pittura è stata il luogo in cui questo sguardo si è formato: un esercizio di attenzione, di silenzio, di relazione con ciò che esiste.

Questo modo di guardare accompagna ogni progetto.

sussurro

Attraversare la complessità


 

All’inizio il lavoro dell’architetto è fatto soprattutto di responsabilità.

Norme, vincoli, stratificazioni, situazioni irrisolte che nel tempo si sono complicate.
È un lavoro paziente, spesso invisibile, in cui si impara a sostenere il peso delle cose senza semplificarle.

Solo attraversando davvero questa complessità si costruisce una competenza reale.

Difendere il valore dello spazio


 

Ci sono momenti in cui non basta applicare regole.

Capita che un immobile perda valore, che una situazione amministrativa si blocchi, che interpretazioni diverse entrino in conflitto.

In questi casi il lavoro dell’architetto diventa anche una presa di posizione:
difendere il valore dello spazio, rimettere ordine, trovare una via possibile.

l'ira

Tornare a vedere


 

Ma l’architettura non può rimanere soltanto nella gestione del problema.

Arriva sempre un momento in cui lo sguardo deve tornare libero.

È la capacità di osservare un luogo senza il peso delle abitudini e riconoscere ciò che può ancora nascere.

Da qui prende forma il progetto.

In Sintesi….


 

Ogni situazione edilizia complessa richiede uno sguardo capace di attraversare norme, vincoli, documenti e responsabilità senza perdere l’essenziale.

Oggi questo metodo si è evoluto anche attraverso strumenti digitali avanzati e intelligenza artificiale, utilizzati come supporto alla simulazione dei casi complessi prima di agire: “simulazione dei casi edilizi“

 

Arch. Nicola Marcucci

 

 

 

 

 

 

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